Come preparare un viaggio in solitaria in giro per il mondo

Per preparare un viaggio del genere occorre prima di tutto la capacità di sognare, e questo è abbastanza comune.
Occorre poi essere disposti a lottare per realizzarli, e questo lo è molto di meno.
In questi mesi ho sentito molte persone ripetermi “Anche io ho sempre sognato di farlo!”, ma poche raccontarmi di reali tentativi per tradurlo in realtà.
C’e’ sempre un buon motivo per non partire: non farlo è sempre la scelta facile.
Il sogno finisce dove inizia il progetto. Un viaggio del genere va preparato, studiato, messo a punto.
Personalmente sogno questo viaggio da undici anni. Lo avrei fatto prima se avessi potuto, certamente ho sempre saputo che il giorno della partenza per me sarebbe arrivato. Doveva arrivare.
Ma e’ solo negli ultimi tre anni che l’ho tradotto in progetto, e tutto quello che ho fatto in questo periodo ha avuto questo unico scopo. Ho lavorato molto per mettere da parte un po’ di denaro: non si tratta certo di una grossa cifra, forse potrei comperarmici una Golf, a patto di non esagerare con gli optionals. Ho soprattutto investito in una piccola attività che mi permettesse un minimo reddito anche in mia assenza, un reddito col quale potrei forse pagarmi un abbonamento a sky, comperare sempre l’ultimo modello di smartphone uscito sul mercato o qualche capo d’abbigliamento firmato
Io invece non ho auto, per lavoro uso il Mercedes E200 del 2001 di mio papà con 180000 km e impianto gpl, non pago neppure il canone rai, ho un samsung da 79 euro e fortunatamente non amo il lusso. La vita è sempre una questione di priorità.

A parte gli aspetti personali del mio viaggio, vorrei condividere alcune informazioni nel caso qualcuno fosse interessato a sapere come si prepara un viaggio in solitaria in giro per il mondo. Non è necessario pensare di girarlo tutto: il viaggio è una medicina formidabile, un ricostituente eccezionale, ma la posologia è assolutamente soggettiva. Se questo sito vi incuriosisce, se sentite una voce dentro che non riuscite a zittire, se la parte onirica nel vostro spirito sta lentamente condensandosi in progetto, ecco una piccola guida di quello che vi serve.

Scelta del tragitto

Sembra banale, ma non lo è affatto.Soprattutto, da questo dipende tutto il resto. Tracciato il tragitto si avrà l’elenco dei Paesi da attraversare, e per ognuno di essi è necessario reperire il maggior numero di informazioni possibili: documenti richiesti per l’ingresso(fondamentali e di cui parlo piu’ diffusamente sotto), condizioni di sicurezza interne, condizioni e percorribilità delle strade, costo della vita, situazione sanitaria, comportamenti da evitare e precauzioni varie. Spesso dopo una prima analisi di questo tipo il tragitto originale che si ha in mente, quello della fase onirica, viene forzatamente modificato….e diventa quello del progetto definitivo.

Scelta del mezzo

Rimando ad altra sezione le motivazioni della mia personale scelta:una Vespa, meglio:una Vespa 125 TS.
Restringo il campo alle sole due ruote. Gli aspetti da considerare sono fondamentalmente : affidabilità meccanica, facilità di manutenzione \ reperibilità ricambi in caso di problemi, autonomia, capienza di bagaglio, comfort e “gusto” di guida. Valutate inoltre l’ “appetibilità” del mezzo da parte dei ladri, che come i ratti e le puttane non conoscono bandiera e popolano il mondo intero.
Se decidete di fare il giro dei balcani a bordo della vostra fiammante Ducati 1199 Panigale R Superleggera (beati voi) e ve ne tornate a casa in treno beh, non parlate di sfortuna…

Scelta del periodo

Non si tratta solo banalmente di non partire d’inverno. Che piove e fa freddo ve lo dirà anche la mamma. Un Paese può essere più o meno sicuro in differenti periodi dell’anno : nel mio caso personale dovrò probabilmente rinunciare ad attraversare il Pakistan poiché ,durante i mille tentativi per ottenerne il visto, ho appreso che nel periodo in cui dovrei attraversarlo dovrebbero tenersi le elezioni politiche, che da quelle parti rappresentano sempre un buon motivo per spararsi addosso e piazzare bombe un po’ ovunque, soprattutto dove possono ammazzare il maggior numero di persone.
Occorre inoltre considerare che alcune frontiere chiudono in alcuni periodi dell’anno, e lo stesso accade per alcuni passi montani.
Non è affatto simpatico avere una linea tracciata sulla cartina stradale sul vostro serbatoio e un cartello “Closed” o “No Entry” davanti agli occhi.


Documentazione richiesta

Certamente l’aspetto peggiore. Serve davvero tanta determinazione e pazienza per mettere insieme tutto quello che serve e comunque con un grande costo in termini economici e di tempo.
Al momento in cui scrivo io ne ho raccolto circa il 90% :sono dimagrito parecchi chili e con me il mio portafoglio, ho accumulato alcuni millenni di purgatorio causa bestemmie ed improperi vari e mi muovo ormai tra le “zone delle ambasciate” di Roma e Milano come tra i vicoli di Genova in cui abito. Non ho mai pensato di mollare, ma davvero preparatevi al peggio.
Andiamo per ordine

Visti consolari : per molti Paesi è sufficiente un passaporto con validità residua di almeno sei mesi, moltissimi richiedono invece uno stramaledettissimo visto consolare, o VISA.
Le procedure sono più o meno simili per tutte la ambasciate, ma alcune apparentemente piccole differenze possono complicare parecchio le cose. Tutti richiedono un modulo da compilare, qualche fototessera, soldi e il passaporto presso di loro per qualche giorno. Le ambasciate sono tutte a Roma o Milano ed esistono agenzie specializzate che fanno quasi tutto in vece vostra, pagando s’intende..
Sembra facile vero? Per alcune visa in effetti lo è : io ho ottenuto le visa di Cina, Vietnam , Myanmar e Uzbekistan abbastanza facilmente.
Purtroppo però alcune ambasciate non accettano intermediazioni, ovvero pretendono la presenza fisica del richiedente in ambasciata. Alcuni lo fanno per prendere le impronte digitali, di altre non ho capito il motivo..Comunque questo costringe a un certo numero di viaggi a Roma o a Milano, perché il visto non è mai rilasciato in giornata : quindi un viaggio per portarlo, un altro per ritiralo dopo qualche giorno.
Alcune ambasciate richiedono poi la famigerata LOI (letter of invitation) :formalmente sarebbe la dichiarazione di un operatore turistico locale che asserisce che avete prenotato un albergo o un’escursione organizzata con loro, garantendo (suppongo) all’ambasciata le finalità turistiche della vostra visita. Di fatto è una gabella da pagare (i voucher di prenotazione alberghiera prodotti sono rigorosamente farlocchi) e pure complessa da ottenere. Queste agenzie turistiche si trovano su internet ma è una giungla e moltissime rifilano fregature colossali tipo i napoletani agli autogrill con i mattoni dentro a scatole di videocamere.. Insomma, buona fortuna!
Infine occorre considerare che alcune ambasciate per apporre il tanto atteso adesivo o timbro sul vostro passaporto pretendono alcune pagine libere consecutive. Un passaporto standard ha 24 pagine per i visti. Il mio, che utilizzavo dal 2008, ne aveva solamente 12 ancora libere, e sparpagliate alla rinfusa.Dato il numero cospicuo di visti da richiedere per il mio viaggio ho dovuto richiedere l’emissione di uno nuovo, utilizzando il vecchio e squallido trucco del lavaggio in lavatrice: la questura non rilascia un nuovo passaporto fino a che non rimangono due sole pagine libere, salvo in caso di smarrimento (con relativa denuncia) o grave deterioramento. La centrifuga della mia lavatrice ha fatto il suo dovere…

Patente internazionale
: ce ne sono di due tipi e alcuni Paesi richiedono la prima, altri la seconda. Molti Paesi , tipo Thailandia, formalmente riconoscono solo la loro patente locale.
La patente internazionale è relativamente facile da ottenere, e pure in tempi brevi: tuttavia non sarà affatto garanzia di non avere contestazioni.Dato il costo contenuto vale comunque la pena averla.

Carnet di Passaggio: se viaggiate a bordo di un mezzo di proprietà ed attraversate le frontiere di certi Paesi è necessario avere questo documento, che è una sorta di passaporto per il vostro mezzo. Il concetto che ne sta alla base è che potreste entrare nel paese e vendere il mezzo, eludendo le tassazioni locali sulle importazioni. Quindi se si dichiara che questa non è l’intenzione viene apposto un timbro sul carnet di passaggio del vostro mezzo; quando si esce dal Paese un secondo timbro dichiara l’avvenuta fuoriuscita anche del mezzo. Al termine del vostro viaggio occorrerà riportare il carnet di passaggio all’ACI, l’ente che lo emette in Italia, che verificherà che per ogni timbro di ingresso ci sia il corrispondente di uscita. In caso contrario vi verrà richiesto di pagare le tasse di importazione….e non ci sarà modo di non pagare, visto che l’ACI per emettere un carnet di passaggio richiede una fidejussione pari al triplo del valore del vostro mezzo! Avete mai fatto una fidejussione bancaria? Mi auguro per voi di no… Ma non finisce qui: per stimare il valore del mezzo ACI non riconosce i classici Eurotax, sarebbe troppo semplice.Ha un proprio ufficio che si dedica a queste valutazioni e dovrete chiedere a loro, previo l’invio di vari documenti, il valore del vostro mezzo. Dirò soltanto che per ricevere una mail da questo ufficio con su scritto “Salve, per noi la Sua Vespa 125 TS del 1976 vale 1000€” ho atteso tre settimane: qualche chilo perso dal nervoso e qualche secolo di purgatorio.


Vaccinazioni
: Per alcuni Paesi sono obbligatorie, informatevi per tempo perché le ASL non brillano per efficienza e tempestività . Personalmente ci sono ancora dietro..

Assicurazione sanitaria: Nonostante io viva una idiosincrasia nei confronti delle assicurazioni in generale, questa è assolutamente necessaria. Se aveste bisogno di assistenza sanitaria all’estero potreste trovarvi in uno di questi due scenari:
1)Paese efficientissimo che vi cura meglio che in Italia, ma vi manda un conto da bilocale a Portofino.
2)Paese dove il termine ospedale è puro eufemismo, da cui vorreste fuggire all’istante. A volte la possibilità c’e’,esistono compagnie private con jet-ambulanze che possono riportarvi a casa in meno di 24 ore ovunque vi troviate,con un conto da 8 vani vista mare a Portofino.
In entrambi i casi benedireste i soldi spesi per il premio di una assicurazione sanitaria

Per concludere permettetemi una considerazione sui possibili problemi derivanti dalla mancanza di qualche documento. Innanzitutto quando si è in una frontiera, o semplicemente a un posto di blocco, si è assolutamente “ostaggi” delle divise che avete attorno. Anche l’avere tutti i documenti a posto non garantisce che non sorgano contestazioni. Molti di questi problemi sono risolvibili col metodo internazionale della “mazzetta”, sul primo prezzo della quale è sempre opportuno trattare, ma su cui è comunque saggio non insistere troppo. Una volta un uomo molto intellegente mi disse “Luca, esiste solo una polizia buona al mondo: la polizia corrotta”. Sono passati molti anni da quella frase, la mia vita non mi ha mai offerto smentite. Ho avuto modo di “gestire” questo tipo di problemi piu’ volte durante i miei viaggi :a Cuba come in Romania, in Brasile come in Ucraina. In quelle situazioni ho imparato il vero valore dei soldi, che non è quello di potere comperare oggetti ma quello di poterti togliere dai guai. In quelle situazioni se hai modo di pagare passi, altrimenti resti ostaggio.

Direi che è tutto….Vi ho spaventati? Spero di no.
Nella vita tutto ha un prezzo, un viaggio del genere richiede un’attenta preparazione, ma vale la pena!
E mai arrendersi senza sparare!

 

http://www.motociclismo.it/mototurismo-cosa-portare-1-turismo-in-moto-cosa-portare-moto-10179

3 Comments on “Come preparare un viaggio in solitaria in giro per il mondo

  1. Met him on his travel through Siem Reap Cambodia. Wonderful and interesting fellow. We still talk about him here and wonder where he is now. Such a major adventure! Bueno suerte mi Hermano!

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